sabato 1 maggio 2010

CONSIGLIO COMUNALE DEL 29 APRILE 2010

MANCATO INSERIMENTO ALL'ORDINE DEL GIORNO DELLE INTERROGAZIONI PRESENTATE NELLA SEDUTA DEL CONSIGLIO COMUNALE DEL 18 MARZO SCORSO
DAL GRUPPO CONSILIARE  “UNIONE PER BINASCO”


Nella seduta del Consiglio Comunale del 18 marzo scorso il gruppo consiliare dell'Unione per Binasco aveva presentato nove interrogazioni su vari temi legati alla vita amministrativa del nostro Comune. Le interrogazioni sono allegate agli atti della seduta del Consiglio del 18 marzo.

Venerdì 23 aprile abbiamo ricevuto la comunicazione della convocazione del Consiglio Comunale per la data di oggi, con il relativo ordine del giorno, nel quale come tutti i consiglieri hanno potuto constatare, non sono state inserite le risposte alle nostre interrogazioni.

Eppure il regolamento di questo Consiglio, all'articolo 47, comma 3 e 4, prevede che (cito testualmente) "nel caso in cui il consigliere chieda che l'interrogazione venga posta in discussione dal Consiglio comunale la stessa viene inserita nell'odg del primo Consiglio utile dopo la data della presentazione".

Inoltre il comma 4 prevede che "il consigliere comunale può altresì chiedere che all'interrogazione venga data risposta scritta. In tal caso il Sindaco o gli assessori tenuti alla risposta debbono formularla entro trenta giorni dalla data di presentazione". Scadenza che a questo punto è stata abbondantemente superata, contravvenendo ai principi enunciati dal regolamento.

Della questione abbiamo investito il segretario comunale dottor Pagano che, anche se ha concordato con noi sul contenuto preciso del Regolamento, ci ha manifestato la sua impossibilità a intervenire, essendo la formulazione dell'ordine del giorno fra le competenze del Sindaco.

A questo punto, considerando che anche nell'ordine del giorno dello scorso consiglio non era inizialmente presente il nostro ordine del giorno (regolarmente consegnato e allegato agli atti), 
inserito con un'aggiunta soltanto a seguito di una nostra sollecitazione, non possiamo non esprimere la nostra preoccupazione per questo tipo di impostazione.

Preciso subito, per sgombrare il campo da qualsiasi intento polemico, che per evitare questo nostro intervento sarebbe bastata la minima osservanza di una sorta di galateo istituzionale, una convocazione, o anche soltanto una telefonata per spiegare e condividere le motivazioni di questa scelta. Oppure, se il timore era relativo alla durata dei lavori, si sarebbe potuto tranquillamente procedere (come previsto dall'articolo 45 del regolamento) a concordare con i capigruppo un rinvio della seduta. Nulla di tutto questo è stato fatto, nessuno ha sentito il dovere di spiegare alle minoranze il perché di una decisione che svilisce il ruolo di questo Consiglio come ambito di discussione, confronto, ma anche di condivisione delle scelte politiche che, lo ricordiamo, vengono fatte per conto della nostra comunità. Una decisione che lede i diritti e le prerogative delle minoranze di esercitare il proprio ruolo, ma lede soprattutto il diritto della cittadinanza di venire informata sulle scelte amministrative.

Una scelta che contrasta con l'appello, fatto dal sindaco proprio in occasione delle celebrazioni del XXV aprile, di un confronto aperto, rispettoso e, mi permetto di aggiungere, costruttivo, fra le diverse forze politiche o le diverse compagini amministrative.

Ripeto, sarebbe bastato un minimo segnale da parte di questa minoranza per evitare questa nostra posizione. Ma abbiamo riscontrato soltanto il silenzio, nonostante più volte anche in quest'aula, da parte di esponenti della maggioranza, sia stata riaffermata la necessità e la volontà di favorire il confronto con le minoranze, pur nel rispetto dei diversi ambiti di responsabilità. E non a caso continuo a parlare di minoranze, e non di opposizioni, perché la  nostra attività all'interno di questo consiglio è sempre stata improntata al confronto dialettico ma costruttivo, non all'opposizione sterile e fine a se stessa. Non possiamo comunque non prendere atto con rammarico che le legittime domande nostre e dei cittadini interessati, presentate il 18 marzo dopo che il Consiglio non è stato convocato per quasi quattro mesi, avranno una risposta nella migliore delle ipotesi fra un mese, se ci sarà una nuova convocazione del Consiglio.

Alla luce di tutte queste considerazioni e, lo ribadisco con forza, nell'intento costruttivo di richiamare l'attenzione di questa maggioranza sulla necessità, imprescindibile per un corretto e democratico funzionamento degli organismi elettivi, del rispetto più stringente dei regolamenti e dei diritti delle minoranze, ci vediamo costretti intanto a segnalare questo comportamento al Prefetto e poi a adottare una forma di protesta civile e simbolica: visto e considerato che non siamo messi nelle condizioni di esercitare il nostro ruolo politico e amministrativo attivo, abbiamo scelto di assistere a questo Consiglio seduti fra il pubblico, spettatori di un atto al quale non ci è stato garantito il diritto di partecipare.

Chiediamo naturalmente che questo nostro intervento venga integralmente riportato negli atti di questa seduta.

Il gruppo consiliare Unione per Binasco
Daniela Fabbri
Giuseppe Vella

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